libri,  Senegal

Il pozzo, il cavallo e il bambino – ebook

Il pozzo, il cavallo e il bambino

Un viaggio in Senegal, un racconto onirico. 

di Giacomo D’Alessandro

diffuso digitalmente nel 2018

Questo non è un diario di viaggio, ma un racconto letterario. Una visione onirica e reale ispirata ai miei 17 giorni in Senegal.

Io l’ho visto. La sua immagine mi è nitida come se accadesse in questo momento. Come se non fossi mai stato lì, come se vi fossi da sempre. La sabbia è calda sotto i piedi unti di polvere. Mi stringo il cappello sulla testa come a sperare che ammansisca il bruciore. E cammino, cammino, è tutto il giorno che cammino in questi villaggi che si somigliano. Siamo entrati in luoghi senza fine e senza inizio, fuori da ogni certezza, miglia di sterrato tra baobab e sagome ambulanti. Ogni angolo del mondo ha le sue proprie parole per definire ciò che sta fuori dalle città. Qui è la brusse. L’ho visto, vi dico. Non credo di averlo capito in quel momento, e forse anche adesso nella mia testa è tutta una mistificazione. Ma ero lì, sono lì, mentre succedeva. Succede ancora, ne sono certo. Succede all’infinito, come in un quadro animato che rappresenta ogni epoca, ogni movimento, ogni umanità. La scena è scolpita. Un bambino di otto anni sopra un grande cavallo nero come la pece. Il bambino agita le braccia scarne. Il cavallo parte al galoppo. Tira una corda spessa, che subito si tende e risale dal fondo del pozzo. Dopo un secolo e un istante, fuoriesce un bidone ricolmo d’acqua. Un ragazzo poco più grande aspetta il secchio e lo afferra al volo con tutte le sue forze. Deve lottare per trattenerlo, l’acqua si dimena impazzita, e con movimenti precisi la rovescia in una canaletta che va a riempire l’abbeveratoio delle capre. Quaranta, cinquanta litri di oro liquido che le viscere della terra concedono in questo deserto. Il secchio viene rigettato a trenta metri di profondità. Il cavallo ritorna a passo lento. Il bambino si prepara a rifarlo. Non c’erano sguardi nei loro occhi, non sembravano accorgersi di noi. Per questo penso di non aver mai assistito a questa scena nel tempo e nello spazio. Il pozzo, il cavallo, il bambino. C’è un eterno ritorno in quella replica, tutto un universo in quella successione silenziosa. Il pozzo, il cavallo, il bambino. Ho visto incepparsi, credetemi, l’incedere inerte della vita senza fine, senza vittoria e senza caduta. Il punto morto del mondo. L’anello che non tiene

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Camminatore, comunicatore e musicista, Giacomo D'Alessandro vive a Genova. Le prime tracce di un blog ispirato alla figura del "ramingo" sono del settembre 2006. Una lunga e variopinta avventura tra il camminare e il raccontare, in tanti modi, grazie a tanti compagni di viaggio.