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La marsigliese di don Granara – Liguri Tutti.it

Se potessimo oggi dare voce alle domande, ai dubbi e alla sete interiore di tanta “gente comune”, cosa scopriremmo? Oltre il caos mediatico e le rappresentazioni pubblicitarie, cosa ci direbbe la realtà? Di cosa hanno fame le persone?

Da oltre 10 anni don Marco Granara raccoglie domande di questo genere sulla rivista La Guardia. E con puntualità e passione tenta di rispondere, argomentare, ma soprattutto dialogare francamente senza tabù né preclusioni.

Uno studente di 50 anni più giovane, esplorando questo insolito dialogo a più voci, scopre di volta in volta qualcosa di provocatorio e stimolante. Comincia a collezionare gli spunti e i linguaggi più intriganti con cui don Granara “mastica” riflessioni ad ampio raggio: dalle guerre in Medio Oriente alle nuove povertà sociali ed esistenziali, dal capitalismo fallimentare alle migrazioni, dal ruolo di preti e vescovi al senso delle religioni.

Cosa rimane oggi del Cristianesimo? Cosa resta valido e cosa ha fatto il suo tempo? Districandosi tra le molte e contraddittorie voci sulla piazza, c’è molto da rifare da capo, molto da gustare meglio, e tanto da mettere in pratica dopo troppe parole al vento. Agendo nel mondo per modificare quelle “strutture di peccato” che creano disuguaglianza, tolgono dignità, generano violenza.

“La prima difficoltà – scrive don Granara – oggi, tempo della cultura individualistica e radical-borghese che ci invita tutti a “farci i fatti nostri”, è quella di credere possibile e doveroso il passaggio dal sognare da soli al sognare in gruppo”. “Non è solo questione di uscire, prima o poi, bene o male, dalla crisi economico-finanziaria, ma di uscirne diversi e migliori. Quando tutto questo ha come vittima il più debole, il meno garantito e protetto… siamo una società che lavora per il suo suicidio”. “Siamo chiamati a demandare ad altri (Padreterno e Madonne) i compiti nostri o ad andare alle radici di ogni vero cambiamento, con noi protagonisti?”

“Cercare prima l’essenziale” è l’anima, il filo rosso delle 100 pillole raccolte in questo libro. Un supporto per le persone in ricerca, entusiaste o scoraggiate, lontane o vicine, credenti o non credenti. Sono 100 semi di discussione da meditare nella quotidianità, da chiacchierare (e criticare!) tra amici, da utilizzare in gruppo. Per capirne di più e rispondere a qualche dubbio, per ripensare il proprio percorso senza accontentarsi della vita così come viene. Chiedendosi, di fronte a un mondo complesso: “Gesù cosa dice? Gesù come vive? Io come oriento la mia vita? Io come contribuisco a cambiare il mondo?”.

Siamo tutti un po’ avvelenati. Respiriamo veleno da mattina a sera. Non si ragiona più con ragioni, ma con emo­zioni forzate, rabbiose e violente. È una cultura diffusa che ci avvolge. Per farci sentire bisogna urla­re, per farci prendere sul serio occorre minacciare denunce e non pacate riflessioni condivise. E così non ci si accorge che la ricerca di un benessere a senso unico produce invece malessere. Il male oscuro moderno non è solo la pesante depressione che sembra insuperabile, ma il “non senso” diffuso, la sproporzione tra la domanda interiore e le risposte non appaganti del tutto. Siamo di­ventati prevalentemente “consumatori di cose” e non cer­catori affamati di senso… Come cambiare la nostra vita? Come rivoluzionare le nostre priorità?

Prima di tutto cercate, Gabrielli Editore, 2017
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Camminatore, comunicatore e musicista, Giacomo D'Alessandro vive a Genova. Le prime tracce di un blog ispirato alla figura del "ramingo" sono del settembre 2006. Una lunga e variopinta avventura tra il camminare e il raccontare, in tanti modi, grazie a tanti compagni di viaggio.