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Uomini che temono le donne – Adista

L’occasione di fare il punto sulle donne nella chiesa, tra nodi storici e brecce di rinnovamento, è stata una lunga conversazione con il gesuita Francesco Cavallini e la teologa Serena Noceti, ospite a Genova, che ha dedicato studi particolari alle tematiche di genere e all’ecumenismo. Ma lo spunto è arrivato prima ancora da una fonte inaspettata: un approfondimento dell’Osservatore Romano sulle suore impiegate come “serve”, sia nella mentalità sia nella prassi di molte chiese nel mondo: lavorano senza orari, senza retribuzione regolare, vengono trattate spesso come “sguattere” e quasi mai invitate alla tavola del “datore di lavoro”, cardinale o vescovo che sia.

Poco tempo dopo è arrivata sulle pagine del Corriere della Sera la denuncia di suor Carmen Sammut, che rappresenta le 670.000 religiose dei cinque continenti: “In Vaticano non ci consultano mai. Il primo a farlo è stato Francesco”. Se a questo aggiungiamo i lavori in corso della Commissione sul Diaconato Femminile, e i risultati del Pre-Sinodo in cui i giovani chiedono alla chiesa un maggiore spazio per le ragazze e le donne, si capisce come la questione femminile sia più che attuale, addirittura urgente e determinante.

“Negli ultimi 50 anni – fa il punto Serena Noceti – dal Concilio Vaticano II, le donne hanno acquisito facoltà di parola nella Chiesa”. Una parola che ha cominciato ad essere “pubblica”, che ha potuto farsi “competente” grazie allo studio della teologia, e che è stata ritenuta sempre più “autorevole” grazie al riconoscimento sul campo. In America Latina sono donne le coordinatrici di molte comunità cristiane, così come da noi sono donne le catechiste nelle parrocchie, per fare due esempi. “Sapere è potere – dice Noceti – e quindi acquisire le parole, diventare creatrici di linguaggi ha consentito alle donne di auto-definirsi e di incidere sui processi ecclesiali”…

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Camminatore, comunicatore e musicista, Giacomo D'Alessandro vive a Genova. Le prime tracce di un blog ispirato alla figura del "ramingo" sono del settembre 2006. Una lunga e variopinta avventura tra il camminare e il raccontare, in tanti modi, grazie a tanti compagni di viaggio.