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Organizzare Machu Picchu low cost

Ecco alcuni suggerimenti per visitare una delle meraviglie del mondo senza spendere tanto quanto le agenzie turistiche vorrebbero e tenteranno di farvi spendere, con la scusa che non ci sono altri modi. Noi abbiamo fatto così.

1. Prenotare l’ingresso

Se siete studenti universitari, andate subito a fare la card internazionale ISIC che lo attesti (altre card non sono accettate nelle biglietterie del Perù). A Cusco trovate un’ufficio dedicato al terzo piano di un centro commerciale in Plaza de Armas. Vi richiedono le fotocopie delle tasse correnti pagate. Con la card studenti pagate il biglietto per Machu Picchu la metà.  Il biglietto di ingresso a Machu Picchu è la vera mazzata al budget, ma stiamo parlando di una delle 7 meraviglie del mondo. Si può scegliere tra 3 tipi di ingressi, includendo o meno la salita al Picco di Machu Picchu. Il biglietto semplice solo Machu Picchu costa circa 40 euro. La biglietteria è in una traversa vicino Plaza de Armas a Cusco. Meglio farlo lì perché gli ingressi giornalieri sono limitati. Sul sito italiano bigliettomachupicchu trovate i numeri in tempo reale delle prenotazioni giorno per giorno.

2. Programmare il viaggio

Scordatevi il treno, costosissimo. Andate a prenotare un bus per Hydroelectrica, da Cusco potete pagarlo 60-70 soles andata e ritorno. L’andata è alle 6 del mattino dal centro storico di Cusco, il ritorno alle 2 del pomeriggio del giorno dopo da Hydroelectrica. Sono 6 ore di viaggio. Chiedete in ostello, c’è una strada precisa sotto il mercato di Cusco in cui trovate gli strilloni per prenotare uno di questi bus (che poi fanno riferimento a piccole agenzie di viaggio).

Ancora a Cusco, compratevi da mangiare e bere per tutti i due giorni, se volete spendere il minimo. I prezzi di cibo e soprattutto acqua sono ben più alti del normale nel luogo più turistico del Perù. Noi ci siamo presi una saccoccia di panini, del formaggio locale, olive, pomodori, banane, ed eccezionalmente tonno e prosciutto (questi purtroppo solo al supermercato). Marmellata e biscotti per colazione. 2 bottiglie d’acqua da 3 litri l’una. In tutto circa 20 soles. Per coprire due giorni spendete decisamente meno che comprando in loco, anche se vi portate un po’ di peso in più. 

Da Hydroelectrica andate a piedi: c’è un evidente e frequentato sentiero a Machu Picchu che segue la linea del trenino e vi fa scoprire e assaporare una valle meravigliosa, tutta sul fiume. Non c’è mai salita. E’ il modo migliore di capire dove siete e dove state andando, e che posto abitavano gli Inca. Sono 2 ore e mezza di cammino fino a Machu Picchu Pueblo (o Aguacalientes, è lo stesso paesino).  Qui vi conviene dormire in ostello, ve la cavate con 11 dollari a notte se lo prenotate per tempo su Booking o Hostelword.

Il paesino è ovviamente uno dei luoghi più turistici del Perù, ma non è così male: c’è un ottimo mercato di artigianato che al contrario di quanto si pensi non ha prezzi così esorbitanti (a Lima troverete molto di peggio), approfittatene e trattate sui prezzi. Potreste portarvi via maglioni di alpaca con 6-7 euro. 

La mattina seguente si sale a piedi a Machu Picchu prima dell’alba. C’è un sentiero che inizia presso un ponte, nella parte più bassa del paese. Ci si arriva camminando anche al buio, ma una torcia è meglio, perchè tutta la prima parte della salita è completamente al buio notturno. Con voi ci sarà una carovana di giovani visitatori backpackers, non temete di perdervi. La salita non è tremenda, ma fatela col fresco notturno, non con il caldo di metà giornata! Sono circa 2 ore di cammino. Con le prime luci vi si spalancherà attorno la bellezza di questi luoghi ancestrali. Naturalmente in alternativa alla salita a piedi ci sono dei bus a 12 dollari… 

Sfatiamo subito un mito: in tutto il viaggio a Machu Picchu non avrete problemi di altitudine. Chi vi dirà che andate a 4000, sta usando un’altra unità di misura, non certo i metri, che sono al massimo 2700 nella parte più alta. Preparatevi all’altitudine se andate sulle Ande e sul Titicaca, lì sì che sarete a 3800-4000 metri.

3. Godere la visita

Al termine della salita siete all’ingresso del parco archeologico, farete un po’ di coda per entrare mostrando i biglietti, purtroppo mescolati con chi è salito comodo comodo in pullman. I viandanti dovrebbero sempre avere una corsia a parte, se la sono meritata… Poi siete dentro. Che vogliate una guida o no, portatevi da leggere per capire le diverse parti del Parco, ma soprattutto sostate nei luoghi, godetevi il mondo in cui siete, cercate di entrare nella cultura Inca con il supporto di qualche lettura (attenzione, spesso le guide descrivono cosa vedete, ma non la cultura a cui apparteneva, cercate guide più antropologiche). Respirate questa bellezza dell’umanità e chiedetevi perché siete venuti a vederla, cosa ha da dirvi oggi per voi e la vostra vita. Cosa avevano capito gli Inca di vero sul senso della vita, per aver inciso la storia così. Non fate i turisti delle pietre morte, che sono lì a fotografare ogni angolo senza ascoltare il respiro della terra e l’energia della vita. Non ve ne farete niente di centinaia di foto probabilmente mediocri: su Google Immagini ne troverete di più belle delle vostre, sicuro. Per cui se non state propriamente facendo reportage, lasciate stare la maggior parte del tempo camera e cellulare, e godetevi questo luogo unico al mondo, lasciatelo entrare in voi, cercate di entrare nello spirito che lo ha creato e reso tale.  Da un certo punto in poi del giro, non vi sarà semplice tornare indietro: per evitare intasamenti, i guardaparco tendono a farvi procedere nel percorso ad anello previsto, fino all’uscita del Parco. Non percorretelo in fretta, fate soste e pause, potreste ritrovarvi fuori troppo presto… Le 10.30-11 è un buon momento per iniziare la discesa.

4. Ritornare

In un’ora e mezza scendete al Pueblo. Se avete lasciato bagagli più grandi in ostello, ritirateli e ricominciate il percorso di ritorno lungo la ferrovia. Sono altre 2 ore e mezza, poco meno a seconda del vostro passo, per raggiungere Hydroelectrica. Qui gli strilloni dei bus gridano nomi e cognomi, cercate il vostro e fatevi affidare al bus di ritorno. Godetevi e fotografate la valle che attraversate in bus, se all’andata non ci avete fatto caso è altrettanto spettacolare e passa in villaggi molto caratteristici. Quando a sera siete a Cusco, valutate voi se rifare una notte in ostello per riprendervi un attimo. Noi volevamo andare diretti al Titicaca, e abbiamo preso un bus notturno alle 22 dal Terminal Terrestre di Cusco, dopo aver ritirato i bagagli nell’ostello. Si può fare anche questo, volendo, e risvegliarsi sul Lago Titicaca a Puno.

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Camminatore, comunicatore e musicista, Giacomo D'Alessandro vive a Genova. Le prime tracce di un blog ispirato alla figura del "ramingo" sono del settembre 2006. Una lunga e variopinta avventura tra il camminare e il raccontare, in tanti modi, grazie a tanti compagni di viaggio.