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Estate, molti modi di viaggiare a basso costo – Liguri Tutti.it

Per viaggiare servono molti soldi. Questo è il primo dei luoghi comuni da occidentali consumisti. Per viaggiare serve molto tempo. Secondo luogo comune dell’occidentale ansioso lavoratore. Viaggiare è bello. Terza presunta ovvietà degli occidentali “pigliatutto”. Proviamo a fare due considerazioni e diamo un’occhiata ai “nuovi” mezzi di viaggio a disposizione.

Per viaggiare non servono necessariamente tanti soldi. La dinamica del low cost si sta ampliando su diversi fronti, dai viaggi transoceanici alle tratte bus nazionali. Non solo: ci sono diversi tipi di viaggio che si possono compiere per loro natura spendendo molto poco, se soltanto abbiamo voglia di sperimentare.

Prendiamo un viaggio in Italia: le modalità più etiche e sostenibili sono certamente il trekking, il treno e la condivisione di un’auto.

Trekking: è possibile muoversi a piedi. Sbalorditi? No, soltanto poco abituati… L’Italia offre una varietà di cammini per tutti i gusti, le età e le forme fisiche. Pochissimi liguri per esempio conoscono (e frequentano) la meravigliosa Alta Via dei Monti Liguri. 17 giorni a piedi tra colli, boschi, monti e paesini sospesi tra la riviera e l’entroterra. Da Ventimiglia a Sarzana. Speculare, ma direttamente sul mare e più confusa tra le creuze, le chiesette, le spiagge è la Via della Costa, il tratto utilizzato da chi cammina tra Roma e Santiago. Il pernotto può essere low cost se ci si porta dietro una tenda (d’estate anche solo il sacco a pelo sotto le stelle), o si chiede ospitalità in qualche parrocchia o santuario, ma anche sfruttando dove presenti le locande del pellegrino. Questo per dire della Liguria, ma l’Italia è un patrimonio di antiche vie e pellegrinaggi, in buona parte oggi recuperati e ben segnati: dai plurimi Cammini di Francesco in Umbria, alla millenaria Via Francigena che attraversa tutto il paese da Aosta a Roma e ancora giù nel profondo Sud. Dai tratturi d’Abruzzo alla Grande Traversata delle Alpi. Non si tratta sempre di itinerari “da esperti”, ripidi scoscesi e montuosi, ma anche di dolci carrarecce che esplorano l’Italia rurale, agricola coi suoi borghi medievali. Tutto un altro modo di conoscere le bellezze nostrane, lontano da grandi flussi turistici e percorsi convenzionali sulle grandi infrastrutture.

Lo stesso discorso vale per il viaggio in bicicletta, dove però il problema trasporto bagagli costringe ad essere un po’ più attrezzati (e abituati) tecnicamente. E la qualità del viaggio dipende dalle strade scelte: se a piedi è possibile spesso tagliare fuori l’asfalto, in bici si può esser costretti a passare su statali trafficate e poco agevoli.

Treno: purtroppo in pochi anni l’aziendalizzazione selvaggia di Trenitalia ha spostato le politiche tutte a favore dell’Alta Velocità e del trasporto “business”, penalizzando e riducendo quella che era una comoda e capillarissima rete di trasporto regionale a basso costo. Le cosiddette facilitazioni per i giovani fanno ridere. In sostanza, dove è possibile muoversi coi treni regionali, o sfruttando le offerte economy, cartafreccia e via dicendo per intercity e frecce, si riesce a muoversi bene in treno evitando traffico e stress, sulla piccola e media percorrenza. Sulla lunga percorrenza (Torino-Roma, Milano-Napoli eccetera, per intenderci) le ferrovie italiane sono diventate via via inavvicinabili. Tentar non nuoce, ma specialmente in periodo estivo beccare delle tariffe accettabili e convenienti (rispetto all’auto o al bus) è diventato proprio difficile. Una vergogna, considerando che un progresso sostenibile dovrebbe vedere nel treno la modalità più pulita, efficace e conveniente di collegare i grandi centri nazionali.

Auto sharing: condividere un’auto è diventato ancora più semplice grazie a strumenti come BlaBlaCarcarpooling (ormai anche ufficiale delle autostrade) eccetera, che hanno messo a sistema la possibilità di unire domanda e offerta, riempire le macchine su ogni tipo di tratta, e risparmiare tutti, evitando di usare molti più veicoli. Questo sistema ormai è diventato molto più conveniente di ogni altro mezzo, specialmente su tratte molto frequentate da pendolari e lavoratori fuori sede, dove il prezzo finale può essere anche la metà di quello del treno.

Campeggio, ospitalità, scambio case, affitto privato…le forme di pernotto low cost sono altrettanto varie e oggigiorno più accessibili. A seconda del tipo di viaggio, del numero di persone e della zona scelta, si può cercare di soggiornare in vari modi: dall’ospitalità semplice, che si può chiedere a strutture pubbliche o religiose anche per gruppi numerosi, dove è sufficiente un pavimento al chiuso su cui mettere materassino e saccoapelo. Allo scambio di case, al couchsurfing, all’airbnb, per cui esistono piattaforme web dedicate (lo speculare del blablacar ma per i posti letto), che permettono di accedere a una rete di ospitalità tra privati, a pagamento low cost, ormai in tutto il mondo (io l’ho fatto in un villaggio in Etiopia, fate voi). Se però non avete mai provato una notte sotto le stelle, da qualche parte su un prato di campagna o montagna, o in spiaggia, non fatevi spaventare e buttatevi. La regola morale dev’essere sempre non infastidire nessuno, lasciare pulitissimo e isolarsi quel tanto da non urtare gli abitanti del posto (molte volte sarebbe “proibito” campeggiare liberamente, di fatto è consentito il bivacco: piazzarsi quando fa buio e sgombrare il campo quando fa giorno). Siate furbi ed educati.

Altri sistemi intelligenti di viaggio sono i campi di volontariato o gli scambi ospitalità-servizio, come l’internazionale Woofing: andare ad aiutare in una fattoria/cascina/tenuta in cambio di vitto e alloggio, e si tratta spesso di luoghi naturalistici straordinari in cui trascorrere qualche settimana. La stessa cosa avviene in Italia con il volontariato ambientale nei Parchi Nazionali e Regionali: si offre un aiuto per la manutenzione dei sentieri e la pulizia delle aree naturali, in cambio di ospitalità a bassissimo costo per una o due settimane in luoghi da favola.

Insomma, organizzandosi per bene e vagliando tutte queste vecchie e nuove opportunità, viaggiare può costare veramente poco. Qualcuno dirà che la “comodità” e il comfort scendono di livello, che muoversi in un certo modo è sì economico ma è scomodo e faticoso, mentre ci vuole relax in vacanza. Dipende da quale senso e da quale obiettivo si dà al viaggiare. La natura per esempio è sempre la prima fonte di relax, e dobbiamo smetterla di pensare che sia un costoso “lusso” trascorrervi del tempo. Se non ci interessa scoprire cose nuove, vedere il mondo sotto punti di vista originali, incontrare realtà autentiche, crescere noi come persone, metterci in gioco e sperimentare, vivere con semplicità e mescolarci ai luoghi in cui ci immergiamo, lasciando che il viaggio ci sorprenda e che non siamo noi a “controllare e pianificare ogni cosa”, allora tutto quello che ho detto vale ben poco.

E qui vengono gli altri due luoghi comuni: certo per esperienze di medio e lungo termine ci vuole tempo. Se ci siamo infilati, per scelta o per necessità, in un tipo di lavoro che ci impedisce – anche solo una volta all’anno – ci prenderci quel tempo, c’è poco da fare. Ma è possibile fare tante altre cose. A volte bastano 3 giorni per fare un’esperienza significativa, anche non lontano da casa, ma mai provata prima. Ci vuole curiosità, disponibilità ad adattarsi e a scoprire (il web facilita moltissimo per trovare idee nuove), desiderio di organizzarsi e far fruttare bene anche il poco tempo a disposizione. Magari mettendo in secondo piano quella marea di “impegni” discutibili con cui spesso riempiamo il nostro tempo libero per non dover affrontare noi stessi e le nostre realtà più profonde.

Questo intendevo col dire che “viaggiare non è sempre bello”. Una settimana di presunto relax può corrispondere alla nostra aridità e stagnazione totale, alla nostra impotenza di dare nutrimento di senso e bellezza alla nostra vita. D’altra parte un viaggio iperattivo può corrispondere alla nostra incapacità di fermarci dal “fare” persino in vacanza. Infine, un’esperienza a contatto con le contraddizioni e le povertà del nostro tempo può aprirci gli occhi sulla sofferenza che certi sistemi creano, magari a due passi da casa nostra. Viaggiare non è sempre bello. Può esserlo moltissimo, e può essere significativa anche la dimensione di non-bellezza che affrontiamo.

Che il viaggio ci sorprenda, buona estate a tutti!

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Camminatore, comunicatore e musicista, Giacomo D'Alessandro vive a Genova. Le prime tracce di un blog ispirato alla figura del "ramingo" sono del settembre 2006. Una lunga e variopinta avventura tra il camminare e il raccontare, in tanti modi, grazie a tanti compagni di viaggio.